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Un anno positivo per l’economia italiana

  • 09 Ottobre 2018

Nel 2017 la crescita dell’economia italiana si è consolidata. Il Pil è cresciuto dell’1,5 per cento con un ritmo relativamente stabile nel corso dell’anno.

Come nel 2016, a trainare la ripresa è stata la domanda interna, in particolare gli investimenti fissi lordi, con un contributo di 0,6 punti percentuali. La crescita dell’Italia è stata inferiore a quella osservata nelle altre maggiori economie europee, scontando un andamento meno vivace dei consumi delle famiglie e una crescita maggiore delle importazioni. L’export di beni e servizi è aumentato invece in misura sostenuta. Nel 2017 il contributo della domanda estera netta alla crescita è stato positivo per 0,2 punti percentuali mentre nel 2016 ha sottratto 0,2 punti. In controtendenza rispetto alle altre economie, il contributo dei consumi della pubblica amministrazione è stato nullo.

Nel corso dell’anno gli investimenti fissi lordi in volume sono cresciuti del 3,8 per cento, recuperando complessivamente oltre nove punti percentuali nel triennio 2015-2017, e l’Italia ha beneficiato della ripresa dei flussi di scambio internazionale di beni. Bene anche i consumi delle famiglie: il volume della spesa delle famiglie residenti è aumentato dell’1,4 per cento, un ritmo analogo a quello del 2016, ed è cresciuta, seppur di poco, la spesa delle amministrazioni pubbliche (+0,1 per cento). È tornata positiva anche la dinamica dei prezzi, spinta dall’andamento dei beni energetici, e l’inflazione ha registrato una variazione positiva (+1,3 per cento), dopo tre anni di stagnazione. Nel 2017 si è poi consolidata la ripresa del mercato del lavoro, iniziata a partire dalla seconda metà del 2014, pur senza evidenti segni di accelerazione: le stime registrano un aumento dell’occupazione dell’1,1 per cento (circa 284 mila occupati aggiuntivi), a fronte di un incremento dell’1,3 per cento stimato per l’anno precedente (+324 mila occupati). Buone nuove anche sul fronte delle finanze pubbliche, con la diminuzione dell’indebitamento netto e la riduzione del rapporto debito/Pil.

Nonostante le buone performance dei principali indicatori economici, la ripresa si è associata a un progressivo aumento della diseguaglianza e a un aggravamento della povertà assoluta: nel 2017 la diseguaglianza economica -misurata dal rapporto fra il totale del reddito equivalente ricevuto dal 20 per cento della popolazione con i redditi più alti e dal 20 per cento della popolazione con quelli più bassi- ha raggiunge un livello di 6,4 (di contro al 6,3 del 2016) e la povertà assoluta ha riguardato poco meno di 1,8 milioni di famiglie, con un’incidenza del 6,9 per cento (dal 6,3 del 2016). Essa è aumentata anche in termini di individui coinvolti (circa 5 milioni), con un’incidenza dell’8,3 per cento (dal 7,9 del 2016). Complessivamente, si tratta di 154 mila famiglie e 261 mila individui in più rispetto al 2016.

 

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