Ecco Bluetiful, il nuovo colore di cui tutti parlano

  • 26 Novembre 2018

Dopo il blu di Prussia, scoperto nel 1706, e il blu cobalto, inventato dal francese Louis-Jacques Thénard nel 1802, e il più recente blu di Brema, risalente al 1858, l’ultima tonalità di blu a essere stata sintetizzata in laboratorio si chiama blu YInMn.

Il nuovo pigmento è stato scoperto accidentalmente nel 2009 dal chimico indiano Mas Subramanian nel corso di una ricerca che stava conducendo insieme alla sua equipe presso l’Università dell’Oregon.

Il blu YInMn o Bleutiful -come è stato ribattezzato da un concorso organizzato dalla storica azienda di pastelli Crayola, che proprio l’anno scorso ha deciso di metterlo finalmente in commercio- non esiste in natura ed è considerato a tutti gli effetti un colore puro, in quanto non contiene pigmenti neri o bianchi. Per intensità e brillantezza, è secondo solo al blu Klein, che l’artista francese a cui deve il suo nome definiva “la più perfetta espressione di blu”. Inoltre, essendo stato fabbricato riscaldando a circa 1.100 gradi centigradi il triossido di manganese (Mn) con gli ossidi di ittrio (Y) e indio (In) -da cui il nome blu YInMn-, è molto stabile e durevole nel tempo.

Come ha affermato il suo stesso scopritore, il Bluetiful è uno dei pochi pigmenti inorganici di colore blu a vantare una bassissima tossicità, a differenza dei più pericolosi blu cobalto, blu di Prussia, che emette cianuro, e blu oltremare, che rilascia acido solfidrico. Un’altra caratteristica della sostanza è quella di riflettere le radiazioni infrarosse, in modo tale da diminuire il riscaldamento da irraggiamento luminoso di tutti gli oggetti verniciati con questo pigmento: proprietà che, unite all’eccezionale stabilità e alla profondità, lo rendono particolarmente indicato per la verniciatura delle automobili e per il restauro dei dipinti.

 

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