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Covid-19: l’andamento del mercato immobiliare

  • 22 Maggio 2020

Cosa riserverà il futuro per il mercato immobiliare al tempo del Coronavirus?

Secondo l’immobiliarista Simone Spada, che lavora nel settore da circa 10 anni, “in queste settimane gli operatori del settore si sono rimboccati le maniche e hanno messo in campo diverse strategie per cercare almeno in parte di aggirare il lockdown, ma i risultati non sono stati eccellenti”. I motivi non sono difficili da immagine e si possono riassumere nei seguenti punti:

Innanzitutto, non si compra una casa senza averla vista. “La visita virtuale di un immobile rappresenta oggi un’importante opportunità per i clienti che vogliono acquistare casa. Il problema sostanziale – spiega Spada – è che nessuno acquisterebbe un immobile senza averlo visto e toccato di persona. Si tratta di uno strumento che può aiutare e guidare i potenziali clienti, ma non può essere certo indicato come una soluzione”.

In secondo luogo, i dati Istat mostrano che una famiglia italiana su tre non ha un PC e nemmeno un tablet. “In un'ottica sempre di più mirata ai social e all’utilizzo di piattaforme online la fotografia che ha stilato l’Istat in questi giorni non aiuta di certo. Del resto – nota l’immobiliarista – lo stesso problema si riversa sulla scuola a distanza e sul lavoro da casa. Se quindi anche il mercato immobiliare nei prossimi anni verrà sempre di più valorizzato grazie alla rete, sarà meglio che qualcuno si occupi di incentivare l’acquisto di questi mezzi anche attraverso bonus”.

“Detto questo – conclude – io resto ottimista per natura: le case si compravano dopo la ‘spagnola’, dopo la Seconda Guerra Mondiale e dopo l’11 settembre, non vedo perché il post Covid-19 dovrebbe quindi coincidere con la morte del mercato. Certo, ci troveremo di fronte a diverse problematiche e a una crisi che coinvolgerà moltissimi individui sia sul piano personale che sul piano professionale, ma credo che proprio in queste situazioni si dovrà agire con intelligenza, con la speranza che lo stato ci supporti. Sicuramente ci saranno oscillazioni di prezzi, che coinvolgeranno per forza di cose gli immobili commerciali e a mio avviso anche gli immobili siti in località turistiche. La stessa cosa potrà riguardare i contratti di affitto e prevedo una quasi sicura flessione delle compravendite immobiliari, ma non nell'immediato. Le agenzie dovranno implementare velocemente i servizi offerti, in modo da poter servire una clientela più ampia e sarà solo con la coesione e con la collaborazione che riusciremo finalmente a rialzarci”.

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