DURC: istruzioni per l’uso

  • 18 Settembre 2018

Il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) è un certificato che attesta la regolarità contributiva di un’impresa nei pagamenti e negli adempimenti previdenziali, assistenziali e assicurativi, nonché in tutti gli obblighi previsti dalla normativa vigente nei confronti di INPS, INAIL e, nel caso delle aziende tenute ad applicare i contratti del settore dell’edilizia, delle Casse Edili.

Se in passato un’azienda in regola sotto il profilo contributivo sapeva di dover attendere anche fino a un mese per ottenere un certificato che dimostrasse la regolarità della sua posizione, attraverso una procedura complessa e spesso delegata ad intermediari, a partire dal mese di luglio del 2015, le imprese interessate a fare richiesta del documento possono beneficiare di una procedura semplificata che consente di verificare, in modalità esclusivamente telematica e in tempo reale, la regolarità contributiva. È sufficiente collegarsi ai siti internet di INPS o INAIL, inserire il codice fiscale dell’azienda e un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) e, con un semplice click, ottenere un certificato unico in formato pdf valido per 120 giorni per tutte le ipotesi previste dalla legge. Nel caso in cui la procedura abbia un esito negativo e il sistema riscontri alcune carenze contributive, è possibile regolarizzare la propria posizione entro 15 giorni e quindi ottenere il certificato richiesto.

Il possesso del DURC è obbligatorio per tutti gli operatori economici interessati a siglare un contratto con la pubblica amministrazione. Per legge, sono obbligate a richiedere il DURC tutte le aziende che desiderino partecipare a un appalto o a un subappalto per la realizzazione di lavori pubblici, ottenere un’attestazione SOA, iscriversi all’albo dei fornitori o fare domanda per ottenere agevolazioni di vario genere e finanziamenti o sovvenzioni.

È necessario richiedere il certificato anche nel caso in cui si svolgano lavori privati per i quali è obbligatorio il rilascio di una concessione edilizia o della DIA (Denuncia di Inizio Attività in edilizia). Inoltre, se i lavori si protraggono nel tempo, il DURC deve essere richiesto anche per il pagamento delle fatture relative a servizi e forniture, del SAL (Stato Avanzamento Lavori) e del saldo finale.

Nel caso di lavori pubblici, esistono anche circostanze, rigorosamente definite dal legislatore, in cui le aziende possono autocertificare di aver provveduto regolarmente al versamento dei contributi. Nello specifico, l’autocertificazione è consentita esclusivamente per i contratti di fornitura o di acquisto di servizi che prevedono un importo non superiore ai 20.000 euro. Il documento sarà ritenuto valido soltanto se spedito tramite PEC alla Direzione Territoriale del Lavoro.

 

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