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Economia: l’occupazione in Italia

  • 01 Gennaio 2019

Nel biennio 2018-2019 l’occupazione calcolata sulle ULA (unità di lavoro equivalenti a tempo pieno) continuerà a crescere, come già nel 2017, con intensità inferiore rispetto al PIL. Dopo il +0,9% nel 2017, Confindustria stima che le ULA aumenteranno dello 0,7% nel 2018 e dello 0,5% nel 2019. Alla fine dell’orizzonte previsivo torneranno a 24,3 milioni, 1,1 milioni sopra al minimo toccato a fine 2013, ma ancora 900.000 unità sotto il livello pre-crisi.

In termini di persone, l’occupazione ha invece recuperato il livello di inizio 2008 già nell’estate 2017, tornando sopra i 23 milioni. Ciò grazie a una risalita di intensità simile alle ULA da inizio 2014, dopo una caduta meno marcata durante la crisi. Con una crescita media annua dello 0,7% nel biennio previsivo (in linea con quella delle ULA), alla fine del 2019 le persone occupate saranno circa 300.000 unità oltre il picco della primavera 2008.

La ripresa economica in Italia, pur caratterizzata da tassi di crescita modesti, si è dunque contraddistinta per incrementi consistenti del numero di persone occupate: nel secondo trimestre del 2018, con un PIL che era ancora del 5,4% sotto al livello pre-crisi, l’occupazione registrava già un +1,0%, dando sostegno alla ripresa dei consumi. D’altra parte l’impatto positivo può essere smorzato dal fatto che gli orari di lavoro sono rimasti bassi rispetto al pre-crisi.

Nel 2014 l’occupazione è ripartita via aumento del lavoro a termine, in linea con la maggiore reattività della componente temporanea dell’occupazione all’andamento dell’attività economica. Nel biennio 2015-2016, l’istituzione transitoria della decontribuzione sulle assunzioni a tempo indeterminato e l’introduzione del contratto a tutele crescenti hanno dato slancio all’occupazione a tempo indeterminato. Quest’ultima, tuttavia, nel 2017 ha smesso di aumentare, mentre quella a termine ha registrato un’impennata, trainando per intero la risalita dell’occupazione. La tendenza è proseguita nella prima metà del 2018: nel secondo trimestre l’incidenza del lavoro a termine sul totale dell’occupazione dipendente ha raggiunto il 17%, dal 14% nel 2015 (13,2% nel 2007).

Nonostante i miglioramenti nel mercato del lavoro italiano registrati negli ultimi anni, la disoccupazione resta alta. Dal picco di quasi 3,3 milioni a fine 2014, gli individui in cerca di un impiego erano ancora più di 2,8 milioni nei primi sei mesi del 2018, sui livelli di fine 2012.
L’impatto della crisi sul mercato del lavoro è stato particolarmente marcato per i giovani e ciò ha acuito la già molto netta segmentazione del mercato del lavoro italiano. Il tasso di disoccupazione per i 15-34enni è al 19,1% (luglio 2018), ancora tra i più alti nell’Eurozona, seppur in contrazione rispetto al picco del 2014 (24,4%). Il tasso di occupazione giovanile è risalito solo al 41,2%, dal minimo del 39%.

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