È morto Giorgio Squinzi

  • 03 Ottobre 2019

La chimica piange la scomparsa di Giorgio Squinzi, il patron della Mapei, un imprenditore per cui intelligenza, lungimiranza, serietà e coerenza sono state compagne di vita fin dagli esordi della sua carriera.

Classe 1943, nato nella produttiva Lombardia, adottato dalla Milano che cresce, che si sviluppa e che corre Giorgio Squinzi ha interpretato nella maniera più intensa e genuina il senso del lavoro.
Dai tempi dell’attività del padre, avviata nel 1937 all’ombra della seconda guerra, ha creato un vero e proprio impero, una multinazionale di materiali edilizi e industriali presente in 83 Paesi e con 9.000 dipendenti.

Squinzi ha ricoperto ruoli di grande rilievo -Presidente di Confindustria, di Federchimica, dell’Associazione dell’Industria Chimica Europea, del Centro di Ricerca su Tecnologie, Innovazione e Servizi Finanziari-, ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti dalle autorità e istituzioni nazionali e internazionali -da Cavaliere del Lavoro della Repubblica Italiana a Commandeur de l’Ordre de la Couronne in Belgio, a Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana-, aveva due lauree -una in Chimica Industriale e una ad honorem in Ingegneria Chimica- e parlava quattro lingue.

Con l’attenzione agli scenari internazionali e alla ricerca Squinzi ha costruito una realtà che ha avuto ricadute positive sull’economia in generale e sullo sviluppo della chimica.

Con la sua passione per lo sport e per la società ha portato l’azienda in mezzo alla gente seguendo il suo pensiero per cui l’impresa resta al centro del sistema sociale.

Anche il mondo delle pitture sentirà la sua mancanza, un mondo in cui la presenza di Mapei si è radicata seguendo le logiche del mercato e della qualità, portando valore a tutto il settore e anche ai concorrenti.
E il pensiero va alla famiglia e a tutti i suoi dipendenti.

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